In questo articolo ti mostro quando e per quanto tempo assumere 5 categorie di integratori per assicurarsi di godere a pieno dei benefici promessi.
Quando si parla della scelta di un integratore, sappiamo bene quanto possiamo essere trascinati dalle mode o dalla pubblicità piuttosto che da una reale esigenza. Che sia il cambio di stagione, un fastidioso gonfiore, la volontà di accelerare il dimagrimento o una lieve carenza nelle analisi, tutti -prima o poi -ci convinciamo di dover ricorrere ad un “aiuto esterno”. E, in effetti, è proprio sull’onda di questa comune volontà di colmare una mancanza che il mercato degli integratori è in costante crescita.
Tuttavia, nel mare magnum di prodotti di ogni genere, bisogna saper distinguere l’integratore che fa più al caso nostro da quello che vuole solo svuotarci le tasche. Basti pensare all’enorme varietà di probiotici (fermenti lattici) presenti in commercio, dai lattobacilli ai bifidobatteri di mille e uno specie diverse che, però, vendono tutti lo stesso beneficio, senza guidare l’utente nello scopo per cui sono stati creati o messi insieme.
Chi ha problemi intestinali, infatti, deve approfondire prima la causa (alimentare o meno) e poi farsi guidare nella scelta del ceppo batterico più adatto a sé. Così come chi deve ripopolare l’intestino dopo una cura antibiotica farebbe bene a non acquistare fermenti lattici che morirebbero al pari dei patogeni, quanto- piuttosto- a direzionare la scelta verso microorganismi resistenti, come i lieviti (saccharomyces o enteroboulardii) ad esempio. Infine, bisogna sapere che ci sono probiotici per ogni porzione dell’apparato digerente e per ogni specifica esigenza; quindi, non possono essere comprati a caso. Sicuramente bisogna accertarsi che siano almeno una quantità pari al numero di cellule batteriche necessarie per colonizzare l’intestino e che questa quantità duri per tutta la shelf-life dichiarata in etichetta (dall’apertura anche). Le Linee Guida sui Probiotici e Prebiotici del Ministero della Salute Italiana (revisione maggio 2018) riportano: «Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, la quantità minima sufficiente per ottenere una temporanea colonizzazione dell’intestino da parte di un ceppo microbico è di almeno 109 cellule vive per giorno».

Una cosa certa, però, è che assumerli correttamente consente di godere a pieno dei benefici promessi, altrimenti neanche fare l’acquisto mirato servirà. Infatti, i probiotici andrebbero assunti a stomaco vuoto, 30-60 min prima di colazione o prima di andare a dormire, così da assicurarsi di arrivare all’intestino senza interferenze digestive e senza che i succhi gastrici impediscano loro di raggiungere integri la destinazione. Ma, occhio, che, se si soffre di iperacidità, sono da preferire le forme tindalizzate o gastroprotette, altrimenti il rischio c’è ugualmente.
Se, invece, soffriamo di gonfiore, la scelta viene direzionata in primis sulle erbe carminative (finocchietto, malva, salvia, etc) o sulla bromelina che, a seconda dei dosaggi e dei tempi di assunzione assolve ruoli diversi (in genere, maggiore è la GDU (Gelatin Dissolving Units : Unità di Scioglimento della Gelatina), maggiore è la resa del prodotto):
–tra i 100 e 200 mg, assunta al bisogno (fino a 3 volte al giorno), immediatamente dopo i pasti ha azione digestiva;
-tra i 500 e i 1500mg ha azione antiedemigena, antinfiammatoria e drenante (da una a 3 volte al giorno se assunta al dosaggio minimo) se assunta lontano dai pasti e preferibilmente al mattino.
Ai pasti è bene assumere anche omega- 3 e vitamina D, idealmente insieme, perché entrambi sono meglio assorbiti in combinazione a fonti di acidi grassi buoni (olio extravergine, pesce) e, magari, al pasto principale (qualcuno potrebbe avere problemi di tolleranza con gli omega-3 assunti di sera).
Infine, molto gettonati nel cambio di stagione, quando le difese immunitarie si abbassano e la stanchezza bussa alla porta più insistentemente, sono lo zinco e il magnesio. In commercio ce ne sono in tantissime forme, tutte facilmente biodisponili (citrato, picolinato, bisglicinato, malato, etc), ma con scopi leggermente diversi. Quando si parla di potenziare le difese immunitarie, per esempio, è bene optare per lo zinco bisglicinato, meglio se assunto al mattino a stomaco vuoto, mentre se si vuole favorire il rilassamento e la rigenerazione cutanea è beneassumerlo la sera a stomaco pieno. Il magnesio, invece, merita un articolo a parte, poiché ogni sua forma chimica ha una specifica funzione, ma più o meno comune a tutti è il beneficio che si ottiene sul tono dell’umore e sul rilassamento muscolare. Ricordiamoci che a fare la differenza tra integratori con lo stesso ingrediente principale è spesso la combinazione con altri elementi.
In conclusione, ecco riassunti i criteri che chiunque prende integratori dovrebbe osservare:
- costanza nell’assunzione (almeno 2-3 mesi continuativamente);
- modalità di assunzione (magari alla stessa ora ogni giorno, lontano da farmaci e da cibi che potrebbero ostacolarne l’assorbimento completo e corretto);
- qualità delle materie prime e quantità di ingredienti tali da garantire un assorbimento sufficiente nell’organismo.
Ricordatevi di affidarvi sempre ad un professionista abilitato e qualificato per la scelta del prodotto più adatto a voi e alle vostre esigenze. La personalizzazione è la chiave di tutto.

