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Ecco 3 motivi per cui non riesci a raggiungere il tuo benessere

  1. Non avere un’organizzazione. Per migliorare la propria routine è necessario saper pianificare. Che sia la lista della spesa, l’orario a cui prepari i pasti, preparare le cose in anticipo. Il disordine mentale non ti aiuta.
  2. Non avere un obiettivo tangibile. Avere un ideale irraggiungibile ti farà vedere il traguardo troppo lontano e troppo faticoso da tagliare. Abbandonerai ancor prima di iniziare.
  3. Estremo perfezionismo e rigidità. Quando ti privi di ogni forma di flessibilità prima o poi cedi. La mente ha bisogno di elasticità. Cedere ad una tentazione una volta non deve essere motivo di abbandono dell’intero percorso per sempre.

Se ti rivedi anche in uno solo di questi 3 punti, hai solo sbagliato il modo di approcciare al cambiamento che desideri. Non sei un fallimento.

Cosa succede spesso

Quando una persona si rivolge ad un nutrizionista la prima cosa che pensa è SACRIFICIO. La mente già lavora male, sotto stress, pensando solo ai kg da perdere, agli alimenti da pesare, alla spesa ricca di prodotti light e zero zuccheri.

Non avere una predisposizione positiva, avere dei preconcetti nei confronti della dieta, pensare a quanti kg ti separano dal tuo peso ideale ancor prima di iniziare porta il cervello ad una condizione di preoccupazione, ansia, “non ce la farò mai”. E questo accomuna la maggior parte dei pazienti che hanno fatto percorsi sbagliati, percorsi partiti male perché spaventati, minacciati o con almeno una delle 3 caratteristiche in apertura.

ll cambiamento è difficile solo se non lo desideri e non lo pianifichi

Quando una persona inizia un percorso di dimagrimento perché trascinato da un parente o da un amico, quasi mai porta a termine gli obiettivi. Il motivo è perché quegli obiettivi non sono suoi veramente. Una persona può essere consapevole che perdendo peso migliori il suo stato di salute, ma la sua motivazione non è abbastanza forte da portare avanti il percorso fino in fondo. Lo stesso vale per chi non si pone piccoli obiettivi meno importanti, ma raggiungibili con flessibilità e zero stress. Al primo pasto fuori dal menù nutrizionale il cervello di queste persone va in tilt e perseverano nel comportamento sbagliato “perché tanto ormai”.

Dove si sbaglia

Avere poca pazienza, alte aspettative, poco tempo a disposizione e zero mentalità ti porterà al fallimento assicurato. I percorsi che hanno più successo sono quelli che avanzano a piccoli passi, ma con tenacia e serenità. Non sarà facile all’inizio; per cambiare un’abitudine ognuno potrebbe impiegare tempi diversi, ma -in generale- potrebbero volerci fino a 60 giorni. Datevi tempo, specialmente se venite da percorsi pregressi, con i quali sarà facile fare continui confronti. Ogni percorso è diverso, è diversa la persona che lo intraprende, la mentalità e la forza d’animo possono essere completamente opposti anche se la persona di cui si sta parlando sei sempre tu. Anche il professionista è diverso. Non tutti i nutrizionisti hanno lo stesso approccio, lo stesso metodo di lavoro, lo stesso modo di comunicare. La prima flessibilità deve stare proprio nel protocollo nutrizionale. Zero schemi rigidi, no a tabelle asettiche senza personalizzazione e corrispondenza con le abitudini di vita del paziente.

Come rimediare

La prima cosa da fare è affidarsi al professionista che ti ispira più fiducia, empatia e tranquillità. Che sia la sua vetrina social, il suo sito internet, il passaparola, o i primi minuti della prima visita è importante entrare in connessione mentale con la figura che ti accompagnerà nel tuo percorso, più o meno lungo che sia. E’ importante perché devi poterti aprire, confidare preoccupazioni, cercare la giusta motivazione. Senza questi requisiti e quelli in apertura dell’articolo, non si va lontano.

Se ti ho convinto, lavora su te stesso e prova ad iniziare adesso! Non procastinare.

dr.ssa Annalisa Figurato